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InMedio - Organismo di mediazione accreditato dal ministero della Giustizia con N. 149 - P.IVA 02455600359

Codice destinatario fatturazione elettronica

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Il codice destinatario per la fatturazione elettronica di Inmedio è il seguente:

3ZJY534

Qui potete scaricare il QRCODE


InMedio - Organismo di Mediazione civile e commerciale n.149 presso il Ministero di Giustizia

Chiusura natalizia

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Chiusura Natalizia

     

L'ORGANISMO RIMARRA’ CHIUSO AL PUBBLICO DAL 24 DICEMBRE AL  6 GENNAIO

RIAPERTURA LUNEDI’ 7 GENNAIO 2019

Per il deposito di istanze di mediazione durante il periodo di chiusura procedere con invio tramite email o fax

Come da regolamento la data di deposito sarà individuata nel primo giorno utile di apertura dell'organismo.

Le istanze verranno quindi iscritte nel registro degli affari di mediazione a far data dall'7/01/2019 


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Presenza delle parti in mediazione

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Presenza delle parti in mediazione

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Con tre ravvicinate e recentissime ordinanze, il Tribunale di Reggio Emilia ha confermato che in mediazione le parti devono essere personalmente presenti e che l'avvocato, incaricato di assistere la parte, non può presenziare in sua vece.

Il Tribunale afferma inoltre che la condizione di procedibilità è assolta solo se la mediazione viene effettivamente esperita. Dunque, partecipare al primo incontro "informativo" senza dare effettivamente corso alla procedura non basta.

Qui potete leggere le ordinanze:

 Dott.ssa Calò Stefania 06/12/2018

 Dott.ssa Calò Stefania 04/12/2018

 Dott.ssa Boiardi Simona 04/12/2018 

 


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Il Giudice dispone la CTU in mediazione

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Il Giudice ha invitato le parti a chiedere in mediazione la nomina di un CTU

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Il Giudice, nel caso in cui ritenga che la causa vada "mandata" in mediazione, può invitare le parti a chiedere in quella sede che la questione sia sottoposta ad un esperto perchè rediga una perizia (CTU).

Tale perizia, se poi prodotta in giudizio, assumerà rilevante importanza ai fini istruttori potendo il Giudice fondare la propria decisione su detto elaborato tecnico.

Così ha stabilito il Tribunale di Ascoli Piceno con sentenza del 18/10/2018 

FONTE: il Quotidiano giuridico online  (wolters Kluver)


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Fatturazione elettronica - il NO del Garante Privacy

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Fatturazione elettronica - il NO del Garante Privacy

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Il Garante privacy all’Agenzia delle entrate: la fatturazione elettronica va cambiata

I trattamenti di dati previsti dal 1 gennaio 2019 possono violare la normativa sulla protezione dei dati. Sproporzionata raccolta di informazioni e rischi di usi impropri da parte di terzi.

Così si è espresso il Garante della Privacy

Il Garante per la protezione dei dati personali ha avvertito l’Agenzia delle entrate che il nuovo obbligo della fatturazione elettronica, così come è stato regolato dall’Agenzia delle entrate, “presenta rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali”. Per questo motivo ha chiesto all’Agenzia di far sapere con urgenza come intenda rendere conformi al quadro normativo italiano ed europeo i trattamenti di dati che verranno effettuati ai fini della fatturazione elettronica [doc. web n. 9059949].

E’ la prima volta che il Garante esercita il nuovo potere correttivo di avvertimento, attribuito dal Regolamento europeo, attraverso un provvedimento adottato anche a seguito di alcuni reclami. 

Il nuovo obbligo di fatturazione elettronica - esteso a partire dal 1 gennaio 2019 anche ai rapporti tra fornitori e tra fornitori e consumatori - presenta, secondo il Garante, un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, comportando un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala, potenzialmente relativo ad ogni aspetto della vita quotidiana dell’intera popolazione, sproporzionato rispetto all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito.

Entrando nel merito del nuovo sistema di e-fatturazione il Garante ha rilevato una serie di criticità. In primo luogo, l’Agenzia, dopo aver recapitato le fatture in qualità di “postino” attraverso il sistema di interscambio (SDI) tra gli operatori economici e i contribuenti, archivierà e utilizzerà i dati anche a fini di controllo. Tuttavia non saranno archiviati solo i dati obbligatori a fini fiscali, ma la fattura vera e propria, che contiene di per sé informazioni di dettaglio ulteriori sui beni e servizi acquistati, come le abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni (es. regolarità nei pagamenti, appartenenza a particolari categorie di utenti), o addirittura la descrizione delle prestazioni sanitarie o legali. Altre criticità derivano dalla scelta dell’Agenzia delle entrate di mettere a disposizione sul proprio portale, senza una richiesta dei consumatori, tutte le fatture in formato digitale, anche per chi preferirà comunque continuare a ricevere la fattura cartacea o digitale direttamente dal fornitore, come garantito dal legislatore.

Ulteriori problemi pone il ruolo assunto dagli intermediari delegabili dal contribuente per la trasmissione, la ricezione e la conservazione delle fatture, alcuni dei quali operano anche nei confronti di una moltitudine di imprese, accentrando enormi masse di dati personali con un aumento dei rischi, non solo per la sicurezza delle informazioni, ma anche relativi a ulteriori usi impropri, grazie a possibili collegamenti e raffronti tra fatture di migliaia di operatori economici.

Anche le modalità di trasmissione attraverso lo SDI e gli ulteriori servizi offerti dall’Agenzia (come la conservazione dei dati) presentano criticità per quanto riguarda i profili di sicurezza, a partire dalla mancata cifratura della fattura elettronica, tanto più considerato l’utilizzo della PEC per lo scambio delle fatture, con la conseguente possibile memorizzazione dei documenti sui server di posta elettronica.

Una preventiva consultazione dell’Autorità, peraltro stabilita dal previgente Codice privacy e dal nuovo Regolamento Ue, avrebbe potuto assicurare fin dalla progettazione l’avvio del nuovo sistema con modalità e garanzie rispettose della protezione dei dati personali, introducendo misure tecnico organizzative adeguate in tutta la filiera del trattamento dei dati personali per la fatturazione elettronica.    

Il provvedimento del Garante è stato inviato anche al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze per le valutazioni di competenza.

FONTE: sito del Garante della Privacy 


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