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Partecipazione in mediazione, quando è possibile delegare un rappresentante?

I “giustificati motivi”

Molto frequentemente viene chiesto quali siano i giustificati motivi in presenza dei quali le parti possono delegare un rappresentante a partecipare agli incontri di mediazione ai sensi dell’art. 8 d.lgs. 28/2010 comma 4.

Partendo dal presupposto che non esiste un elenco normativo dettagliato che ci illumini al riguardo, riteniamo sempre utile far riferimento alla relazione illustrativa al decreto 10/10/2022 n. 149 (cosiddetta riforma Cartabia) che, come noto, ha riformato anche il d.lgs. 28/2010 in tema di mediazione civile e commerciale.

Ebbene nella relazione citata a pag. 127 art. 7 comma 1 lett. h) si legge testualmente:

“…omissis…Tale possibilità (cioè quella di delegare un rappresentante NDR)  è solo in apparente contrasto con il principio di partecipazione effettiva e attiva alla procedura in quanto rappresenta, invece, un ulteriore strumento partecipativo utilizzabile da chi, per varie ragioni (ad esempio salute, età, impegni inderogabili concomitanti con gli incontri fissati dal mediatore) non potrebbe partecipare di persona agli incontri fissati dal mediatore rischiando di far fallire la mediazione ovvero di prolungarne eccessivamente la durata

Dunque, il senso della riforma è quello di allargare la facoltà di partecipazione il più possibile per non pregiudicare la mediazione o per non rischiare di prolungarne eccessivamente la durata

La possibilità di delegare è definito uno strumento partecipativo, utilizzabile da chi ad esempio:

  • Ha problemi di salute
  • Ragioni di età
  • Impegni inderogabili concomitanti con gli incontri di mediazione

Fermo restando ovviamente che il rappresentante deve essere a conoscenza dei fatti e munito dei poteri necessari a comporre la controversia e che l’impedimento della parte debba essere adeguatamente documentato, ci pare che le tesi restrittive che individuano i giustificati motivi solo nei casi di gravi motivi di salute, non possano essere condivise proprio in ragione delle precise indicazioni fornite dalla relazione illustrativa sopra menzionata.

 

 

Relazione illustrativa al decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149: «Attuazione della legge 26 novembre 2021, n. 206, recan te delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alterna tiva delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata».

Il comma 4, in attuazione del criterio di cui alla lettera f), stabilisce che le parti, in linea di principio, sono tenute a partecipare personalmente alla procedura di mediazione ma, in presenza di giustificati motivi, possono delegare un proprio rappresentante, a condizione che sia informato sui fatti e che sia munito dei poteri per conciliare la lite. Tale possibilità è solo in apparente contrasto con il principio di partecipazione effettiva e attiva alla procedura in quanto rappresenta, invece, un ulteriore strumento partecipativo utilizzabile da chi, per varie ragioni (ad esempio salute, età, impegni inderogabili concomitanti con gli incontri fissati dal mediatore) non potrebbe partecipare di persona agli incontri fissati dal mediatore rischiando di far fallire la mediazione ovvero di prolungarne eccessivamente la durata. L’espressa previsione della possibilità di partecipare mediante un delegato ha reso necessario stabilire in modo chiaro che il mediatore deve verificare la sussistenza dei poteri rappresentativi delle persone comparse davanti a lui e darne atto a verbale.

Qui potete scaricare la relazione illustrativa. (l’articolo della relazione si trova a pagina 127)

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