TIPOLOGIE DI MEDIAZIONE LEGALE: LA GUIDA DI INMEDIO ALLE DIVERSE FORME DI CONCILIAZIONE
La mediazione è uno strumento sempre più rilevante nel panorama legale e commerciale italiano, volto a risolvere controversie in modo efficiente e conciliativo.
Questo metodo alternativo alla risoluzione delle dispute è regolato da normative precise e si articola in diverse forme, ciascuna con specifiche applicazioni e finalità. Dalla mediazione volontaria a quella obbligatoria, passando per la mediazione delegata e quella familiare, ogni tipologia offre un approccio unico per affrontare e risolvere conflitti. Questo articolo esplora i principali tipi di mediazione, chiarendo il loro funzionamento e l'evoluzione normativa che li caratterizza.
Mediazione volontaria
Nel nostro ordinamento la mediazione è stata, almeno fino agli anni 2000, principalmente volontaria e quindi rimessa alla libera valutazione delle parti, le quali potevano, per risolvere una controversia insorta tra loro, rivolgersi ad un esperto mediatore per tentare una soluzione conciliativa. Oggi la mediazione volontaria è comunque sempre possibile qualora le parti decidano di avvalersi di tale strumento per la risoluzione della disputa.
Mediazione civile e commerciale
Nel 2003 il legislatore, riformando la materia del diritto societario, ha introdotto espressamente lo strumento della conciliazione stragiudiziale nelle materie di diritto commerciale. Successivamente, con il D. Lgs. n. 28/2010, sono state raccolte le disposizioni sparse ed è stata emanata una disciplina organica dell’istituto della mediazione. La norma, per la prima volta, definisce il procedimento di mediazione come “l'attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa". Le materie interessate erano tutte quelle aventi ad oggetto gli ambiti della vita civile e commerciale, vertenti su diritti disponibili.
Mediazione delegata dal giudice
Con lo stesso D. Lgs. 28/2010 si è previsto espressamente che il Giudice, nel corso di un processo civile, anche in appello, possa ordinare alle parti di esperire, qualsiasi sia la materia del giudizio pendente, il tentativo di mediazione per tentare la conciliazione della controversia.
Mediazione obbligatoria: materie
Fino al 2013, sostanzialmente, era obbligatorio esperire il tentativo di mediazione per quelle controversie nascenti da contratti nei quali era stata espressamente prevista dalle parti una “clausola di mediazione”, ossia l’obbligo di tentare la mediazione prima di rivolgersi all’autorità giudiziaria. Nel 2013 è intervenuta un’importante modifica al D. Lgs. n.28/2010 in quanto vi è stata l'introduzione dell’obbligo di esperire il tentativo di mediazione legale in determinate materie prima di adire le aule giudiziarie. Gli ambiti individuati dal legislatore erano:
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Condominio
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Diritti reali
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Divisione
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Successioni ereditarie
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Patti di famiglia
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Locazione
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Comodato
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Affitto di aziende
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Risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità
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Contratti assicurativi, bancari e finanziari
Nel 2023, con la riforma “Cartabia”, sono state introdotte nuove materie per le quali è obbligatorio esperire il tentativo di mediazione:
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Contratto di associazione in partecipazione
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Consorzio
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Franchising
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Contratto d’opera
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Contratto di rete
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Contratto di somministrazione
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Società di persone e subfornitura
Mediazione familiare
La mediazione familiare, introdotta con la legge n. 54/2006, è lo strumento attraverso il quale le coppie e le famiglie che si trovano in situazione di forte conflittualità o criticità si rivolgono ad un mediatore professionista al fine di trovare una soluzione conciliativa per salvaguardare gli interessi dei familiari coinvolti, in particolare dei figli minori.
Mediazione in materia di lavoro
Con la legge 183/2010 è stato abrogato l'obbligo di esperire il tentativo di conciliazione in materia di diritto del lavoro. In tale ambito, quindi, rimane solo la mediazione volontaria, da effettuare nelle sedi "protette" previste dal legislatore. Essa, tuttavia, rappresenta ancora uno degli strumenti più efficaci per il datore di lavoro per dirimere le controversie con i propri dipendenti e/o collaboratori, oltre che uno strumento di difesa preventiva per evitare il “litigation risk”, ossia il rischio legato ad un contenzioso giudiziario.
Mediazione tributaria
La mediazione tributaria è lo strumento introdotto nel 2011 con lo scopo di limitare le controversie giurisdizionali fiscali aventi ad oggetto importi contenuti. Tuttavia, tale procedimento, si caratterizza per la mancanza di un terzo imparziale, in quanto si tratta di una richiesta di riesame del contribuente che viene assegnata ad una amministrazione finanziaria diversa rispetto a quella che ha emesso l'atto in contestazione, tanto che nel 2023 è stata prevista l'abrogazione di tale istituto.
Mediazione internazionale
Si tratta di un importante strumento per la risoluzione delle controversie tra soggetti appartenenti a Stati diversi, soprattutto in materia commerciale. Dal settembre 2020 è in vigore la Convenzione di Singapore sull’esecutività di tali accordi: gli Stati che procederanno a ratificare tale convenzione, si obbligheranno a far rispettare gli accordi raggiunti in mediazione ed aventi ad oggetto dispute internazionali.
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