Mediazione civile in materia di successione
Senza che quanto qui di seguito illustrato abbia l’ambizione o anche solo lo scopo di rappresentare un trattato in tema di successioni ereditarie (non è certo questa la sede), riteniamo tuttavia opportuno un breve cenno generale, per comprendere il grande rilievo che le mediazione riveste in tale ambito, anche e soprattutto in considerazione del fatto che in questi casi la mediazione è appunto obbligatoria.
Come funziona la successione ereditaria in Italia
Le successioni ereditarie regolano il trasferimento del patrimonio di una persona (detta "de cuius") ai suoi eredi alla sua morte. In Italia, il diritto successorio è disciplinato principalmente dal Codice Civile. Ecco una spiegazione molto sintetica di come funzionano le successioni ereditarie.
Tipi di successioni ereditarie
Successione Legittima: Avviene quando il defunto non ha lasciato un testamento. In questo caso, la legge stabilisce chi sono gli eredi e in che proporzione.
Successione Testamentaria: Avviene quando il defunto ha lasciato un testamento, dove ha indicato le sue volontà riguardo alla distribuzione del patrimonio.
Successione Necessaria: Anche in presenza di un testamento, la legge garantisce una quota del patrimonio agli eredi legittimari (es. coniuge, figli, genitori).
Eredi Legittimi
In assenza di un testamento, la legge stabilisce l’ordine di successione:
Coniuge e figli: Se il defunto lascia un coniuge e uno o più figli, il patrimonio viene diviso tra di loro. Se ci sono figli, al coniuge spetta il 50% del patrimonio e l'altra metà viene divisa tra i figli.
Ascendenti e collaterali: Se il defunto non ha figli, il patrimonio va ai genitori e, in loro assenza, ai fratelli e sorelle.
Parenti entro il sesto grado: Se non ci sono né coniuge né figli né ascendenti o collaterali, il patrimonio viene diviso tra i parenti fino al sesto grado di parentela.
Stato: Se non ci sono eredi, il patrimonio viene acquisito dallo Stato.
Successione Testamentaria
Il testatore può decidere liberamente a chi destinare il suo patrimonio tramite un testamento, con alcuni limiti.
Quota disponibile: La parte del patrimonio di cui il testatore può disporre liberamente.
Quota di legittima: La parte del patrimonio riservata per legge agli eredi legittimari (coniuge, figli, e ascendenti).
Quote di Riserva
La legge italiana prevede che alcune categorie di eredi abbiano diritto a una parte del patrimonio (quota di riserva), indipendentemente dalle disposizioni testamentarie:
Coniuge: Metà del patrimonio se ci sono figli, due terzi se non ci sono figli ma ascendenti.
Figli: Metà del patrimonio se c’è un solo figlio, due terzi se ci sono più figli.
Ascendenti: Un terzo del patrimonio in assenza di coniuge e figli.
Accettazione dell'Eredità
Gli eredi possono accettare l'eredità in modo esplicito (dichiarazione formale) o tacito (comportamento che implica accettazione). Possono anche rinunciare all'eredità, se non desiderano accettarla, per esempio a causa di debiti del defunto.
Imposta di Successione
In Italia, sull’eredità si applica un’imposta di successione, che varia in base al grado di parentela e al valore del patrimonio ereditato.
La Divisione dell'Eredità
Se ci sono più eredi, il patrimonio viene diviso tra loro in base alle quote stabilite dalla legge o dal testamento. La divisione può essere consensuale (accordo tra gli eredi) o giudiziale (in caso di disaccordo).
Facciamo un esempio pratico.
Supponiamo che il defunto abbia lasciato un patrimonio di 100.000 euro e abbia un coniuge e due figli. La successione legittima prevede che:
Il coniuge riceva il 50% (50.000 euro).
I due figli si dividano il restante 50%, ricevendo ciascuno il 25% (25.000 euro).
Se invece ci fosse un testamento che destina tutto il patrimonio a un amico, il coniuge e i figli avrebbero comunque diritto alla loro quota di riserva, e l’amico riceverebbe solo la parte disponibile.
Perché la successione rientra nell’ambito delle mediazioni civili e non familiari
Nell’ipotesi in cui sorga una controversia in ambito successorio la mediazione rappresenta condizione di procedibilità come previsto dall’art. 5 d.lgs. 28/2010. Come si dice è obbligatoria.
Seppur, ovviamente, risolvere questioni patrimoniali successorie tra familiari ha in sé anche il grande pregio di ristabilire molto spesso i rapporti affettivi, ciò non significa che si tratti di una mediazione familiare.
Non deve pertanto trarre in inganno il fatto che le successioni coinvolgano parenti e familiari.
La mediazione rimane dal punto di vista tecnico giuridico una mediazione civile e commerciale e rappresenta come detto una condizione di procedibilità.
La mediazione familiare è invece uno strumento finalizzato alla riorganizzazione delle relazioni familiari a seguito di una crisi che coinvolge la coppia, di qualsiasi natura e genere, o i membri di una famiglia, dove le problematiche patrimoniali non ne costituiscono l’elemento principale.
Si tratta di due piani ben distinti, anche se in verità molto spesso arrivano a toccarsi.
Non è infatti infrequente che in una mediazione civile e commerciale si affianchi un mediatore familiare e viceversa.
Quanto costa una mediazione successoria per eredità
Come detto la mediazione successione/ereditaria rappresenta condizione di procedibilità come previsto dall’art. 5 d.lgs. 28/2010.
In realtà nella nostra esperienza, mai come nelle controversie in materia successoria, la mediazione rappresenta un’opportunità più che un “obbligo”.
Quanto affermato a nostro parere si fonda quantomeno su due ordini di ragioni.
Il primo è che un accordo voluto dalle parti è in grado di ammorbidire se non addirittura sradicare le ragioni di conflitto che molto spesso nelle vicende successorie sono idonee a creare gravi patimenti e dissapori nell’ambito delle famiglie.
La mediazione in questi casi costituisce comunque un momento e un’opportunità, se non altro, di riallacciare connessioni affettive pregiudicate da questioni patrimoniali.
Il secondo, che ovviamente non può costituire l’unico motore della mediazione ma che comunque è strettamente collegato al primo, attiene al tema dei costi.
Costi in senso stretto, cioè economici, ma costi anche in senso più ampio in termini affettivi e di serenità.
Non certo è possibile in questa sede fare il “conto della spesa”, ma possiamo certamente affermare che risolvere un conflitto successorio ereditario in sede di mediazione consente alle parti un cospicuo risparmio sia in termini di denaro che sotto il profilo dei tempi; variabili queste quasi sempre connesse le une alle altre.
Inoltre non va dimenticato che i costi sostenuti per la mediazione, anche quelli per il compenso dell’avvocato, possono essere “recuperati”, se non integralmente comunque in misura considerevole, accedendo al credito di imposta.
Il credito d'imposta riconosciuto può andare da un minimo di 300 euro (in caso di esito negativo) ad un massimo di 600 euro (in caso di esito positivo).
Parliamo più diffusamente dei costi della mediazione e anche del credito d'imposta qui (link all’articolo).
Mancata adesione divisione ereditaria e conseguenze
Anche nelle ipotesi di divisione ereditaria e successioni la mancata partecipazione senza giustificato motivo comporta delle rilevanti conseguenze nel successivo giudizio.
Se ne occupa l’art. 12 bis del d.lgs. 28/2010.
In sintesi:
a) Il giudice può desumere argomenti di prova dalla mancata partecipazione ai sensi dell’art. 116 comma 2 c.p.c.
b) chi non ha partecipato alla mediazione subisce una condanna (anche nel caso in cui vinca la causa) al pagamento di una somma pari al doppio del contributo unificato dovuto per il giudizio. Si tratta di importi che solitamente non stanno al di sotto di 2.000/3.000 euro;
c) chi non ha partecipato alla mediazione e se è soccombente nel giudizio, per questo motivo può essere condannato al pagamento di una somma in favore della controparte determinata dal giudice in via equitativa.
Per qualsiasi dubbio in materia di mediazione successoria, contattaci.
